Bombole Paintball: meglio quella ad aria compressa o a CO2?

La bombola è un oggetto indispensabile per chi desidera iniziare a giocare a Paintball. Tuttavia, la scelta del tipo che si adatta maggiormente alle proprie esigenze, non è semplice. Attualmente esistono in commercio bombole ad aria compressa HPA (dall’inglese High Pressure Air) e bombole a base di CO2, anche se queste ultime non sono più tanto utilizzate. Qualunque sia il gas propellente utilizzato, la bombola si presenta come un serbatoio che si avvita semplicemente nella parte posteriore del marcatore.

Quali sono le specifiche delle bombole a CO2?

Le bombole con gas propellente a base di CO2 sono generalmente acquistate per essere installate e utilizzate sui marcatori di tipo meccanico. In genere, le bombole a CO2 sono costruite con un apposito sistema air-stop che impedisce al gas liquido di entrare all’interno del marcatore poiché potrebbe causare danni alle parti sensibili dell’attrezzo.  La pressione all’interno è di 1800 psi (circa 120 bar/atmosfera) mentre la pressione in uscita è di 850 psi (circa 56 Bar/atmosfera). Le bombole in CO2 in alluminio sono vendute in tre dimensioni differenti: 7, 12 e 20 di oz. Si consiglia di sottoporre le bombole a un’ “idro-prova” per avere la certezza che possano ancora essere utilizzate. Se il test è positivo, esse sono sfruttabili per altri 5 anni.

Quali sono le caratteristiche delle bombole per aria compressa?

Le bombole ad aria compressa sono realizzate sia in materiale di alluminio, sia in più materiali compositi tra cui il carbonio e la fibra di vetro.  La lavorazione delle bombole ad aria compressa in più materiali è dovuta alla volontà di ridurre il peso dei serbatoi e aumentarne anche la resistenza. La prima distinzione che va fatta quando si parla di bombole ad aria compressa è la pressione che ciascuna di esse è in grado di contenere al suo interno. Quest’ultima può essere di 3000 psi o 4500 psi. Tale parametro, oltre alla capacità in volume della bombola stessa, condiziona quella che è l’autonomia di tiro. In media un marcatore di tipo elettronico ha un’autonomia che va dai 1200 tiri affiancato a una bombola di 1,1 litri e caricata a 4500 psi.

Le pressioni utilizzate dalle bombole ad aria compressa sono più elevate rispetto a quelle con CO2. Secondo il tipo di bombola, essa può funzionare a 200 o 300 bar. Ciascuna bombola ad aria compressa è dotata di regolatori di pressione che consentono una pressione in uscita di 850 psi oppure di 450 psi. Inoltre, un’altra differenza con le bombole a C02 riguarda la metodologia di carico: le bombole a CO2, infatti, possiedono uno speciale sistema di carico che non consente il carico delle bombole a 200 Bar con una pressione più elevata. I volumi con cui sono realizzate le bombole ad aria compressa sono standard di tre tipi: 0,8 l, 1,1 l, 1,5 l. Per fare un esempio, una bombola di 1,1 litri se caricata a 3000 psi (circa 200 Bar) riesce a erogare almeno 800 colpi, se caricata a 4500 psi allora la media dei colpi oscilla tra 1200 e 1400.

Quale bombola è la migliore tra i due tipi?

Senza dubbio, noi ci sentiamo di consigliare le bombole ad aria compressa, per alcuni motivi che di seguito vi elenchiamo.

  • Per risparmiare qualche euro conviene prendere la bombola a CO2, tuttavia quelle ad aria compressa non hanno problemi di trasporto poiché sono meno capienti, similmente alle bombole da sub;
  • Il CO2 infine è usato per i marcatori di fascia bassa mentre l’aria compressa è idonea a tutti i tipi di marcatori poiché assicura prestazioni superiori sia in durata sia in gestione dei costi.

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